MANOVRA 2020

L'Ue chiede chiarimenti all’Italia sulle misure che più stanno facendo discutere il Governo

Proseguono le trattative nel Governo per dare un contorno definitivo alla legge di Bilancio 2020. Oltre agli attriti interni alla maggioranza, nelle scorse ore è arrivato anche il primo colpo dall’Ue.
“Bruxelles chiederà all’Italia precisazioni sulla manovra del 2020 - ha affermato il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis. - Dove vediamo rischi di devianza dalle regole di bilancio della Ue chiediamo a questi Paesi ulteriori chiarimenti”.
Rimangono aperti diversi tavoli, non poche tematiche su cui la maggioranza deve trovare una quadra e alcune questioni che potrebbero trovare l’altolà dell’Ue.
Alla luce di questo quadro, elenchiamo le misure più a rischio per la manovra 2020:
- Inasprimento pene per chi evade, il cosiddetto ‘Carcere per gli evasori’: nel decreto fiscale, licenziato con la formula “salvo intese”, c’è un aumento da 6 a 8 anni di detenzione per chi viene condannato per dichiarazioni fraudolente. Nella fattispecie, soglie di punibilità più basse e innalzamento delle pene fino a otto anni con il rischio più concreto, per gli evasori, di finire in manette. All’interno della maggioranza ci sono divergenze sia sulle soglie di punibilità, sia sulla modalità di presentazione della misura. Si va avanti a trattare.
- Scontri anche sul tetto contante’ e sulla multa sul Pos. Pentastellati e renziani vorrebbero un allentamento della presa su entrambe le misure, sostenendo che il rischio che vadano a impattare su piccole attività e micro imprese, senza risolvere il problema dei grandi evasori, è concreto. Ma il premier Conte, finora, ha tirato dritto. In particolare ha fatto sapere che la riduzione del ‘tetto contante’ sarà fatta e che non penalizzerà nessuno. Inoltre il premier sta lavorando per abbassare le commissioni applicate alle carte. (L’ultima versione del decreto fiscale parla di una soglia di duemila euro per il biennio 2020-2021 e mille dal 2022 in poi).
- Altre divergenze di vedute nel Governo ci sono in merito alla rimodulazione delle partite Iva. La manovra prevede il ripristino del calcolo analitico al posto del regime forfettario al 15% che era stato esteso fino a 65mila euro di ricavi. Il M5s non vede di buon’occhio la misura e nei prossimi giorni si discuterà nella maggioranza per trovare una soluzione condivisa.
- Taglio cuneo fiscale: ipotesi di riduzione di circa 3 miliardi nel 2020, per giungere a un sforbiciata di più o meno 6 miliardi nel 2021. I benefici sarebbero per i dipendenti, ma i grillini continuano a spingere anche per dare una boccata d’ossigeno alle imprese medio-piccole.
- Resta aperta anche la frizione su Quota 100 (misura simbolo della Lega nel precedente esecutivo) che il M5s non vuole assolutamente scardinare. Totalmente opposta la visione di Italia viva che ritiene la legge dispendiosa, utile a una ristretta fetta di persone e deleteria per i giovani. I renziani la vogliono stralciare per far recuperare alle casse dell’erario statale 600 milioni da destinare alle famiglie.
C’è infine la Sugar tax, un’altra norma che ha provocato una spaccatura nel Governo. L’imposta colpirebbe le bevande con zuccheri aggiunti. Italia Viva ha già reso noto di essere contrario e di aver intenzione di presentare un emendamento per eliminarla.