LORETTA GOGGI SI RACCONTA IN TV

ROMA 13 SETTEMBRE 2019 PRIMA PUNTATA DI"TALE E QUALE SHOW"IN ONDA DA VENERDI 13 SETTEMBRE ALLE ORE 21 25 SU RAIUNO.NELLA FOTO LORETTA GOGGI

Incontro tra due soubrette

In una recente puntata di "A raccontare comincia tu", trasmissione condotta con la consueta maestria da Raffaella Carrà, che è solita recarsi in casa dell'intervistato di turno per poi anche seguirlo o scortarlo in vari luoghi esterni, la simpatica soubrette romagnola ha avuto modo di parlare con Loretta Goggi, sua diretta erede nel varietà televisivo italiano degli anni '70 - '80. In un periodo come l'attuale, nel quale vengono appellate e purtroppo anche interpellate con il termine di showgirl solenni nullità la cui specificità consiste nel mettere in mostra di sé non tanto la capacità artistica, bensì la rapacità congenita che le porta ad artigliare e a beccare il più possibile, avere a che fare con una soubrette televisiva capace di: cantare, ballare, recitare, presentare è di certo più che lodevole. Loretta Goggi ha esordito bambina, proprio come la Carrà, differenziandosi da lei perché approdata in Tv nei mitici sceneggiati degli anni d'oro, mentre Raffaella esordì nel cinema diretta anche da grossi registi e lì proseguì lavorando a fianco di Frank Sinatra, Marcello Mastroianni, Lando Buzzanca. A teatro, fu ancora a fianco di Mastroianni nel musical "Ciao, Rudy", biografia romanzata di Rodolfo Valentino scritta da Garinei, Giovannini, Luigi Magni e musicata da Armando Trovajoli. Similari le figure maschili che affiancarono le due donne, poiché entrambi si chiamavano Gianni: Boncompagni per la Carrà, Brezza per la Goggi. Quello che Loretta ha raccontato è stato il grande amore della sua vita verso Gianni Brezza che fu ballerino, coreografo, regista e che lei conobbe alla fine degli anni '70. Lui già sposato, con tre figli e con 13 anni di differenza. Lei non era né moglie né madre, e se ne innamorò perdutamente, al punto da assecondarlo nella sua gelosia. In altre occasioni Loretta aveva già raccontato alcuni aneddoti, come il fatto che se impegnata in teatro doveva telefonargli non appena terminata la recita ed evitare di andare a cena con il resto della compagnia, ritirandosi invece nella sua camera d'albergo. Inoltre, niente figli da lui fino a quando i suoi tre figli non fossero cresciuti. E quando questo avvenne, non avvenne però il desiderato parto della nuova compagna. Idem o quasi per la Carrà. Quando le capitò di rimanere incinta, G.B. le consigliò di abortire perché un figlio le avrebbe compromesso la carriera. Così quando anche lei in futuro tentò nuovamente di averne, non fu più possibile. Tanto lui aveva già tre figlie (quindi cambia il sesso, ma non il numero) e inoltre in seguito l'avrebbe sbolognata a favore di ragazze sempre più giovani da lui dirette in varietà televisivi. Quello che più stupisce nel racconto-confessione della soubrette romana è il suo essersi data come una gheisha (parole sue) perché insicura e necessitante di una presenza maschile forte. Viene da pensare a una frase scritta da Mario Puzo nel romanzo semiautobiografico "I folli muoiono", quando di un personaggio dice che: "conosceva il masochismo delle donne". Non sono poche le donne che hanno il desiderio di avere a fianco un uomo che sia un duro e che magari maltrattandole, procuri loro quella sicurezza a cui tanto sembrano ambire. Il guaio è che così come si strapazzano le uova per farne una frittata, alla stessa maniera in una unione del genere la frittata prima o poi salta fuori. E la rivolta femminile sarà quindi pronta per montare e finire, come spesso finisce, in tragedia.

Antonio Mecca